L'IMPORTANZA DELLA CENTRALE RISCHI


Forse è il caso di ribadirlo con forza: la Centrale Rischi Banca d'Italia è il nostro biglietto da visita da spendere nei confronti del sistema creditizio. Le banche attraverso la CR ci misurano, ci valutano; la sua importanza è tale che a volte capita che alcuni istituti di credito a priori non vogliano finanziare soggetti che non abbiano uno storico con il sistema creditizio (e quindi non abbiano alcuna segnalazioni nella CR Banca d'Italia ne in altre banche dati private).

Grazie alle innovazioni tecnologiche e all'impegno di Banca d'Italia nello sviluppare e promuovere tale sistema informativo, negli anni la Centrale Rischi ha assunto un ruolo sempre più crescente e fondamentale nella gestione degli affidamenti (nuovi ed esistenti) da parte degli intermediari finanziari. La sua importanza è tale che il ruolo che spesso gioca nella gestione e nella misurazione del rischio di credito supera abbondantemente il 50% all'interno del complessivo insieme di fattori esaminato dalle banche.

Una sana e corretta gestione dei rapporti con le banche partner diventa quindi fondamentale non solo per mantenere i rapporti con le stesse, ma anche per averne con delle nuove (che non ci conoscono e proprio valutando il nostro passato ci “misurano”). Si delinea quindi il peso del così detto andamentale che può essere suddiviso in interno e di sistema.

Andamentale interno: è lo storico che il cliente ha con la propria banca. Una sana e corretta gestione dei rapporti può assumere un peso che va dal 25 al 35%.L'andamenatale è fondamentalmente una rielaborazione di dati e informazioni solo in parte contenute nella Centrale Rischi (alcuni dati/segnalazioni sono nascosti ma ugualmente importanti e quindi fondamentali da comprendere e padroneggiare).

Andamentale di sistema: è lo storico che il cliente ha con il sistema creditizio, il suo peso va dal 20 al 35% circa e naturalmente assume un peso maggiore nel caso la banca che valuta l'operazione non abbia mai avuto rapporti con il richiedente (mancanza di andamentale interno).

In questo contesto il soggetto segnalato deve quindi sapere che la Centrale Rischi è lo specchio della quantità e della qualità dei rapporti che esso ha avuto con il sistema creditizio.

Vorremmo mai che lo specchio in questione riflettesse un'immagine di noi distorta? Vorremmo mai che il nostro biglietto da visita riportasse dati sbagliati? Credo proprio di no, e questo naturalmente vale per tutti noi, ma soprattutto per coloro che con le banche ci lavorano: le imprese.

Cosa fare allora? Possiamo limitarci a monitorare la Centrale Rischi e quindi avere un ruolo passivo il cui unico scopo è controllare che non vengano apposte segnalazioni scorrette, oppure un ruolo attivo, volto non solo a controllare le segnalazioni, ma anche, sulla base di alcune minime nozioni, orientato alla gestione delle stesse. Dobbiamo essere CONSAPEVOLI che determinati nostri comportamenti possono causare segnalazioni e dobbiamo naturalmente, nel limite delle nostre possibilità, cercare di evitare quelli più penalizzanti.

Forse qualcuno di voi si starà domandando come è possibile gestire le segnalazioni (quantitative e qualitative)…alcuni si staranno dicendo: come faccio, se magari sono a corto di liquidità, a non pagare un impegno in scadenza senza essere segnalato? La questione è un'altra…che si sia in una momentanea fase di difficoltà, oppure nella condizione contraria, noi possiamo comunque agire proattivamente affinchè le segnalazioni siano come minimo corrette, ma soprattutto migliori di quello che si potrebbe riscontrare se non si seguissero alcune fondamentali regole per evitare gravi segnalazioni.

Volete un esempio di cosa non si deve fare se non si vogliono gravi ed evitabili segnalazioni in Centrale Rischi?