Analisi Centrale Rischi
 

REGOLE PER CREARE UN MONTE AFFIDAMENTI SANO


In questa pagina si vuole approfondire l'argomento relativo alla struttura finanziaria che un'impresa dovrebbe creare in riferimento alla singola banca e al portafoglio affidamenti nel suo complesso.

Farlo non è semplice, a meno che non si voglia scrivere un vero e proprio trattato che vada ad affrontare ogni singolo dettaglio magari facendo distinzioni da azienda ad azienda, da settore a settore di attività. Niente di tutto questo non preoccupatevi.

Vogliamo invece affrontare il tema con estrema sintesi, cercando di spiegare alcuni concetti alla base delle segnalazioni in Centrale Rischi, di ciò che essi implicano e di come si possano evitare creando una struttura finanziaria adeguata. Facciamo un esempio: preferite sempre quella banca che vi accende parallelamente linee autoliquidanti e a revoca e non quella che vi propone condizioni migliori solo sugli autoliquidanti senza darvi affidamenti a revoca.

Entriamo nel dettaglio...


GESTIONE LINEE AUTOLIQUIDANTI / REVOCA

Un errore che spesso si compie è farci affidare su linee autoliquidanti senza che ad esse corrisponda un fido a revoca di dimensioni proporzionate. Perchè chi non adotta questa regola rischia molto? Perchè se effetti portati allo sconto andassero scaduti ed impagati, i crediti concessi grazie alla loro presentazione in banca si riverserebbero sul c/c ordinario creando anche solo momentaneamente fortissime tensioni (e ovviamente segnalazioni). Se ho linee autoliquidanti per 100 è impensabile non avere un fido a revoca capace di tollerare eventuali insoluti. Dovrei in effetti avere un fido di almeno 25, o ancora meglio, un fido parametrato al rischio di impagati che ho riscontrato per esempio nell'ultimo anno. In questo modo mi potrei tutelare da momentanei sconfini che se non ammortizzati possono generare richieste di rientro perentorie e difficilmente soddisfabili. Se non posso creare linee a revoca adeguate pensiamo all'ipotesi di assicurare almeno i crediti commerciali che non sono presumibilmente coperti da questo polmone di liquidità. Se poi al posto delle linee a revoca (revocabili senza preavviso, ne motivo particolare) pensassimo a linee a scadenza che avessero lo stesso scopo? Meglio un fido a scadenza che uno a revoca, meglio una linea ipotecaria che posso gestire al meglio e utilizzare in tutto o in parte per far fronte a queste esigenze (questi strumenti hanno un grande vantaggio: la certezza della scadenza e la possibilità di consentire una vera programmazione finanziaria). Immaginiamo poi la situazione di quell'impresa che i fidi li ha...averli e operare sempre a tappo è inutile se ci si vuole tutelare dal rischio appena descritto.


GESTIONE LINEE A REVOCA

Cerchiamo di considerarle per quello che sono: affidamenti per finanziare il capitale circolante, affidamenti per coprire eventuali scompensi sugli autoliquidanti... non nascono per supportare investimenti o necessità perduranti di finanza aziendale. Queste linee sono sempre revocabili (anche se siamo i migliori clienti della banca), sono linee per definizione su cui non si dovrebbe contare nel medio/lungo periodo. A fronte di queste linee dovremmo cercare di ottenere affidamenti certi, con una scadenza, che ci consentano di programmare l'azienda e gli investimenti.


GESTIONE LINEE A SCADENZA

Non prescindiamo mai da queste, sono la vera primaria fonte di denaro per gli investimenti, sono lo strumento principe per poter agire con un minimo di orizzonte temporale. Fra questi strumenti cerchiamo sempre di differenziare le scadenze, dando il giusto peso ad orizzonti temporali di medio/lungo periodo. I fidi a scadenza sono perfetti se sono in aggiunta o sostituzione di quelli a revoca, ma questi non possono e non devono sostituire finanziamenti più lunghi dedicati all'acquisto per esempio di immobilizzazioni.


GESTIONE GARANZIE

Più chiediamo alla banca di affidarci nel lungo periodo e per importi importanti più questa chiederà presumibilmente garanzie accessorie (reali o di firma). Se ce lo possiamo permettere avanziamo alla banca questa possibilità, non dimentichiamo di utilizzare lo strumento delle garanzie consortili o della legge n° 662 del 23/12/1996 - Art 2 comma 100 (Fondo di garanzia per le PMI) che ci agevolano anche solo per via di un abbattimento dei tassi passivi applicati.


GESTIONE RISCHI AUTOLIQUIDANTI - CREDITI SCADUTI (PAGATI/IMPAGATI)

Questa voce della Centrale Rischi è lo specchio degli effetti che presentate in banca e che grazie alle linee autoliquidanti vi consentono delle anticipazioni. Se il mio portafoglio è di pessima qualità non solo rischio strascichi sulle linee a revoca, ma alla lunga anche e proprio su quelle autoliquidanti. Monitoriamo questa voce, monitoriamo su quali banche accade più spesso questa cosa e possibilmente cerchiamo di passare il rischio su più istituti.


GESTIONE RISCHI SU STRUMENTI DERIVATI

In Centrale Rischi Banca d'Italia vi è la possibilità di controllare le proprie esposizioni su derivati...sono di fatto per le aziende sia uno strumento di copertura che uno strumento speculativo; per la banca costituiscono un'esposizione verso il soggetto segnalato, ma anche, a volte, una garanzia aggiuntiva di solvibilità dello stesso cliente. I derivati non sono per definizione delle "trappole", degli strumenti da cui stare alla larga...sono invece ottimi strumenti per coprirsi dal rischio o speculare sullo stesso (di cambio, di tasso, di particolari eventi, ecc). Quando si sottoscrivono bisogna essere consapevoli delle opportunità offerte, ma anche dei rischi che si corrono. Generalmente sono molto volatili e quindi un'azienda potrebbe vedersi crescere l'esposizione in maniera molto repentina e importante. Oggi come oggi, visto il livello dei tassi, potrebbero essere consigliati a chi sta richiedendo grossi finanziamenti e vuole coprirsi dal rischio di un aumento futuro dei tassi d'interesse...di fatto potrebbero essere considerati come una garanzia aggiuntiva per la banca che vedrebbe il proprio cliente, nonostante magari un forte aumento delle rate, sempre puntuale nei pagamenti in quanto percettore di entrate extra proprio derivanti dai derivati sottoscritti. Ad ogni modo, sopratutto per quei soggetti che li hanno sottoscritti nel recente passato (3-4 anni fa), si consiglia di prestarci molta attenzione in quanto qualche anno fa sono stati proposti da molte banche contratti capestro o per i loro contenuti addirittura legalmente nulli; spesso non corrispondevano alle esigenze del cliente che li ha sottoscritti; spesso contengono al loro interno "sottoprodotti" pericolosissimi e spesso, alla scadenza (o addirittura periodicamente), possono implicare grossi esborsi per il sottoscrittore. La nostra esperienza ci dice che in Italia c'è troppa poca storicità su questi strumenti, e che nel recente passato le banche si sono rese troppo spesso protagoniste di gravi comportamenti...nel dubbio vi consiglieremmo sempre di soffermarvi un attimo su tali posizioni verificandone il valore intrinseco, le caratteristiche contrattuali e le scadenza. Appoggiatevi magari a dei professionisti...